irene grandi e bollaniUn mercoledì come tanti, mentre Milano pettina la prima nebbia. La città scalpita e lucida i suoi muscoli mentre Mauro e io usciamo di casa. Agitazione. Non capita tutti i giorni di fare conoscenze del genere. Ripasso il da farsi e spero che sia tutto perfetto ad Artisti (Nascosti). Quelle mura ne hanno sentita tanta di musica e, quando arrivo, sembrano rassicurarmi, quasi a dirmi “non ti preoccupare, se ti senti cadere per l’emozione, appoggiati a noi”. E’ strano ma, quando dal grigio urbano mi tuffo nel colore sotterraneo di quella che, da pochi mesi appena, è per me una seconda casa, la sensazione di smarrimento lascia spazio a una palpitante euforia. Ho tempo, prima che questa mattinata entri nel vivo, ma meno di quanto pensi…

Di lì a poco arriva Efrem. Quando lo vedo scendere capisco che siamo in buone mani. Il piglio sicuro, gli occhi vispi di chi è abituato a tagliare la realtà da diverse angolazioni per cercare quella perfetta, unito a una buona dose di paciosa simpatia, mi tranquillizzano. Lascio la scena e osservo defilata i preparativi, dando una mano qua e là nell’allestimento. I minuti passano e si materializza Angelo. I latini dicevano “Nomina sunt consequentia rerum” a sottolineare come, in qualche modo, il nostro nome influenzi quello che siamo. Dell’angelo, in effetti, ha le sembianze: sorriso rassicurante, un viso aperto e curioso quanto basta e il passo deciso e pacato al tempo stesso di chi è abituato a vivere situazioni  simili che per me sono come incontri ravvicinati del terzo tipo. Lo accompagno in un mini tour della struttura, raccontandogli di come sia ancora, in parte, in divenire. Mi segue con attenzione. Fra una chiacchiera e un caffè, ci siamo. Salgo ad aprire e, mentre il furgone entra nel cortile, mi rintano velocemente nella pancia rassicurante di Artisti, la mia coperta di Linus. Aspetto, cercando di dissimulare una certa tensione, mentre Mauro mi guarda, a metà fra il serio e il divertito. Dalla scalinata ecco che scende Irene (Grandi). Penso al significato del suo nome, pace, e respiro fiduciosa, mentre la osservo. Le gambe sottili e tornite, l’incedere di una regina e un sorriso che ti spiazza, pieno di vita e di gentilezza, mai affettata. E’ veramente bella, una che non ha bisogno di troppi fronzoli perché è così come la si vede: genuina e morbidamente rock. Si guarda intorno, incuriosita, e cerca di capire l’anima del posto in cui si trova. Sembra divertita dalla situazione atipica (per un personaggio famoso) e tipica (per un musicista) al tempo stesso. Si presenta “Ciao sono Irene, molto piacere”. Ricambio e aspetto perché non è finita. Faccio appena in tempo a riprendermi dal primo colpo apoplettico che, veloce, si presenta un altro scompenso. Sento borbottare dall’ingresso e appare lui: il gigante Stefano (Bollani, per chi ne conoscesse altri). Si avvicina, mi sembra una creatura evanescente e, forse, lo è. Quello che mi colpisce di più è la percezione di sentire il rumore dei suoi pensieri (potessi carpirne qualcuno!!!), come se pensasse a così tante cose contemporaneamente da avere una sorta di rumore di fondo, piacevolmente musicale. Qui inizia la paranoia…mentre i nostri ospiti si preparano penso a quanto sarebbe bello avere un pianoforte a coda, anche un modello “cocchio di Cenerentola” che torni a essere una zucca a fine giornata. Non faccio in tempo a finire il pensiero che, dalla 5 (una delle nostre sale), una ragazza mi chiede due bacchette (non sto scherzando) per il maestro. 5 minuti e Bollani diventa un tutt’uno con le nostre batterie (vi assicuro che suona bene anche quelle!). Irene imbraccia una chitarra ed è fatta. Efrem sforna foto su foto accompagnato dal ritmo delle loro note (su tutte impagabile Kiss di Prince) e tutto prende forma, naturalmente. Il tempo dei saluti si avvicina, purtroppo; gli impegni chiamano. Angelo rapisce i “GrandiBollani” per una chiacchierata in sala relax. Ascolto i loro racconti da lontano, divertita dalla loro sintonia. Si parla di come è nato il progetto, della loro consolidata amicizia e dell’album. Ancora qualche scatto e via…Milano risucchia Irene e Stefano nel suo vortice impazzito verso nuovi appuntamenti, Artisti torna alla normalità e io mi chiedo se sia stato reale. Nel dubbio ringrazio, di cuore.

Chiara - Artisti Nascosti